Alberto Roversi è uno che da sempre è dominato dal desiderio di fare cose con le parole.

La cosa che più di tutte lo affascina è il modo in cui le parole suonano quando chi le suona è uno che c’ha stile.

L’esperienza della laurea in filosofia l’ha reso affamato di quella libertà di pensiero che l’università non gli ha mai concesso, esigendo da lui solo la ripetizione di pensieri altrui.

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Per alcuni anni ha lavorato come pubblicitario.

Ha pubblicato due romanzi, Per favore non chiamatelo amore (2012) e Le sorelle Kagacazov (2014), firmandosi con lo pseudonimo Andrea Velluto.

Capita spesso che la mente del Roversi sia attraversata da un lampo che sembra essere qualcosa di più di un pensiero. Ecco allora che, dovunque lui sia e qualsiasi cosa stia facendo, si ferma e si mette a cercare il modo migliore per raccontare quel lampo attraverso uno di quei testi brevi scritti andando spesso a capo che alcuni entusiasti chiamano poesie.

Ha da poco completato con grande emozione la sua prima raccolta di testi di quel tipo lì.

Le sue più recenti passioni sono il cinema e la letteratura horror.

Scrive per il quotidiano Alganews.

Collabora con Elisir letterario come editor, performer, traduttore dal francese, sceneggiatore di book trailer e giornalista.

Cura la rubrica Il filosofo irriverente sul podcast Se so che ci siete (puoi ascoltarlo su Spotify, Deezer, Spreaker, Podplayer, Podcast addict, Castbox e iHeart Radio).

Qui puoi vedere cosa gli è successo la prima volta che si è trovato davanti alla telecamera di una tv.

Qui c’è la storia delle sue esperienze live.

Qui ci sono altre sue foto.